Dati poco affidabili producono analisi inaffidabili

Come districarsi fra gli indicatori

Di Michele Fabbri

Siamo tutti appesi, ogni sera, ai dati che vengono forniti da diversi organismi istituzionali. Da lì dipende il nostro futuro fra qualche settimana, e probabilmente il nostro umore della serata.

E l’umore di questa sera risentirà dell’incremento del 28,8 registrato oggi. Molto alto.

Ma i dati, purtroppo, non ci danno nemmeno la certezza di quello che ci aspetta. Molto dipende dagli indicatori che si utilizzano e da come sono costruiti.

Noi, da una parte abbiamo deciso di chiedere ogni sera all’epidemiologo Lamberto Manzoli del nostro Ateneo cosa possono significare quelli della nostra Provincia, dall’altro vi proponiamo questo breve, ma ricchissimo di indicazioni, articolo comparso su Dataninja “Nuovo coronavirus, i dati ufficiali sull’Italia sono affidabili?”

Alessio Cimarelli, co-fondatore di Dataninja

Alessio Cimarelli, cofondatore del magazine e già docente del Master in giornalismo e comunicazione Istituzionale della scienza di Unife, ci offre una breve sintesi della storia e dei problemi dei principali indicatori usati per tracciare l’andamento dell’epidemia da coronavirus in Italia: contagiati, ricoverati in terapia intensiva, deceduti.

Sono indicatori di cui è bene conoscere un po’ il funzionamento. Quel tanto che serve a ognuno di noi per orientarci e non cadere nelle trappole delle interpretazioni superficiali che leggiamo sui media, anche da persone che dovrebbero maneggiare i dati con cura. Questa sera, probabilmente, sappiamo che i ferraresi non sono “invulnerabili” al virus. E forse ci sarebbe voluto un po’ più di attenzione prima di lanciare ipotesi mediche azzardate, e chiedere di impegnare risorse di ricerca preziose. 

Un pensiero riguardo “

Dati poco affidabili producono analisi inaffidabili

Come districarsi fra gli indicatori
  1. Proprio la citazione dei dati sta diventando una litania entro cui è difficile orientarsi e che se da un lato semina terrore dall’altro rischia di scatenare la reazione della negazione. Basta numeri, vogliamo strategie, soluzioni, novità su come affrontare questo grande cambiamento sociale, economico e politico che è in atto.

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