Immuni con amore, non per forza

Opinioni

di Michele Fabbri

Sono sempre stato contrario a ogni forma di controllo sui cittadini tramite Internet. In particolare alla forma subdola di acquisizione dei dati tramite app e social media.

Ritengo – ed è la base di un intero modulo di insegnamento del Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza, che dirigo e nel cui ambito è nato Laboratori Aperti – che la costruzione della “bolla dei filtri” nella quale ormai tutti viviamo e la restrizione del dibattito all’interno delle echo chamber siano pericolosissime per la libertà di informazione e opinione.

E condivido il giudizio – formulato, fra gli altri, da Luciano Floridi – per cui l’intelligenza artificiale applicata ai big data “estratti” dai social media è l’ultima frontiera dello sfruttamento delle vite onlife da parte dei poteri “grigi” delle grandi aziende del digitale.

Nettamente contrario al modello orwelliano dell’autocrazia cinese che ha imposto nella pandemia un controllo centralizzato sulla salute dei cittadini sfruttando – anche – la Rete, non approvo le soluzioni informatiche di tracciamento che, in nome della eccezionalità della situazione e del bene pubblico della salute, comprimono oltre un limite accettabile le libertà individuali.

Dunque: non per forza. E Immuni, la app di tracciamento italiana, non sarà imposta.

Inoltre la libertà individuale sarà garantita dalla scelta di  svilupparla con codice aperto, modello decentralizzato, adesione volontaria e senza  geolocalizzazione, anche se ciò andrà a scapito della massimizzazione dell’efficacia nella tutela della salute pubblica (al contrario di quanto accade nel modello cinese).

Se non fosse così, certamente la eviterei, non la scaricherei e non collaborerei alle regole trasparenti e volontarie che ne regolano il meccanismo di funzionamento. Mai per forza.

Se non per forza, non mi resta allora che vedere se posso accettarla per amore.

Amore è apertura di sé verso gli altri sentiti come prossimo a cui si è legati anzitutto da sentimento di rispetto e di condivisione di un destino comune: sia nella sfera dei legami più intimi sia in quella della comunità con cui si convive (anche Laboratori Aperti è una comunità in cui si condividono informazioni e riflessioni su quello che stiamo vivendo).

Allora, non per forza ma “per amore”, cercherò di dare anche con Immuni il mio contributo

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