Agricoltura. Emergenza manodopera: aperto un “corridoio verde”

Tutte le politiche di circolazione europee cambieranno

Di Riccardo Loberti

Un’emergenza nell’emergenza, anche se in parte prevedibile e annunciata. È quella della grossa difficoltà nel reperire manodopera per le raccolte dei prodotti agricoli. Il fabbisogno di stagionali non è una novità per l’Italia in quanto si presenta tutti gli anni. Ma in questo 2020 è molto alto e stimato tra le 200mila e le 250mila unità. Secondo Coldiretti, se non viene soddisfatto rimarrebbe in campo circa il 40% di frutta e ortaggi. E già si parla di rischio per la campagna del pomodoro.

A preoccupare gli agricoltori è il mancato rientro in Italia della manodopera straniera tornata nel Paese d’origine a causa del COVID-19, in particolare rumeni, che costituiscono circa un terzo della manodopera straniera. Sono numeri importanti in quanto nel nostro Paese gli operai stranieri sono quasi 400mila, più di un terzo di tutti gli operai iscritti all’INPS.

A Ferrara si offrono disoccupati e studenti

In provincia di Ferrara, al momento la situazione, pur essendo critica per alcuni prodotti, non ha ancora determinato perdite di raccolto. La necessità di manodopera nella nostra provincia è ormai una storica criticità e comincia a farsi consistente da fine maggio – inizio giugno. Preoccupazione desta il comparto vivaistico, dove la nostra provincia è leader.

Molti gli stagionali, soprattutto romeni, ucraini e polacchi, di cui si aspetta il rientro, in particolare a partire dal mese di luglio, quando si entrerà nel vivo della commercializzazione delle piante da vivaio. Mentre sul fronte degli stabilimenti per la lavorazione della frutta, chi ha puntato su manodopera residente al momento non sta avendo grosse difficoltà, ma giugno è molto vicino.

Un’emergenza nell’emergenza quella della grossa difficoltà nel reperire manodopera per le raccolte dei prodotti agricoli. (©Laboratorio Design of Science – Dos, Unife)

Un barlume di luce, che fa ben sperare, arriva da disoccupati e alcuni studenti, che hanno risposto all’invito delle associazioni sindacali agricole ferraresi, Comune di Ferrara e centri per l’impiego, per il reclutamento di stagionali: circa trecento le richieste di interesse arrivate.

 La corsa ai ripari in tutta Europa

Per favorire gli spostamenti garantendo la sicurezza, la Commissione europea ha istituito il “corridoio verde” che permette la libera circolazione dei lavoratori agricoli, al pari del settore sanitario. Provvedimenti nazionali hanno ampliato il rapporto di parentela per il lavoro agricolo senza vincoli contrattuali; sono stati prorogati fino al 15 giugno tutti i permessi di soggiorno in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile; il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha aperto trattative con Paesi stranieri per far tornare gli stagionali, in particolare con la Romania.

Ma il problema della mancanza di manodopera non è solo italiano e sta interessando tutti i Paesi europei. La Francia ha lanciato l’appello “Braccia per riempire il tuo piatto”, la Germania ha già siglato accordi con Bulgaria, Polonia e Ucraina e stanno seguendo la strada di incentivare l’incontro tra domanda e offerta e favorire la riconversione di forze lavoro provenienti da altri settori. 

Rivoluzionare il mercato del lavoro

Le associazioni di categoria degli agricoltori (Coldiretti, Confagricoltura, CIA-Agricoltori italiani) hanno attivato piattaforme web per incrociare domanda e offerta, a cui stanno dando supporto diverse Regioni con analoghe iniziative, in attesa di una piattaforma ministeriale nazionale ancora in stand by. Ma altre richieste stanno venendo avanti.

Tra le principali, favorire l’impiego nel settore agricolo di cassintegrati e beneficiari del reddito di cittadinanza; la semplificazione delle assunzioni; l’introduzione di voucher per studenti e altre categorie (soluzione che al momento non trova l’accordo dei tre sindacati confederali in quanto favorirebbe il precariato); avviare in tempi rapidi un nuovo decreto flussi che aumenti la disponibilità di lavoratori non comunitari, ulteriore conferma dell’importanza di queste maestranze.

Regolarizzare gli extracomunitari presenti

E sono scese in campo anche le organizzazioni non governative con la campagna Ero straniero @lumanitachefabene che propone di regolarizzare gli stranieri non comunitari già in Italia rilasciando un permesso di soggiorno a fronte di un contratto nel settore agricolo, una modalità che disincentiverebbe il lavoro sommerso e il caporalato, pluriennale piaga del comparto.

Nel rapporto del Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea) Il contributo dei lavoratori stranieri all’agricoltura italiana si approfondiscono i temi legati al lavoro dei braccianti nel mondo agricolo, analizzando numeri, dinamiche e problematiche.

(Riccardo Loberti Agronomo, giornalista scientifico, esperto di agricoltura a basso impatto ambientale)

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