Appello dei medici: rispettare l’ambiente e potenziare la sanità

Forte presa di posizione della Federazione degli ordini e di Medici per l’ambiente

di Michele Fabbri

Rispetto dell’ambiente e potenziamento della struttura sanitaria sono gli assi portanti di una forte ed esplicita presa di posizione che la Federazione nazionale degli ordini dei medici, la massima organizzazione nazionale dei medici, ha lanciato, insieme all’Associazione italiana medici per l’ambiente, con l’appello Covid-19: le lezioni da imparare e gli sbagli da non fare.

Obiettivi da perseguire ed errori da evitare dopo la pandemia

“Rispettare gli habitat naturali e l’ecosistema è fondamentale per ridurre il rischio di pandemie. La prevenzione primaria è l’arma più potente per evitare danni sanitari e sociali di ampia portata.”

“Il depotenziamento dell’assistenza sanitaria, l’introduzione di logiche privatistiche e prestazioni a pagamento hanno amplificato i danni, mettendo a nudo le carenze di un sistema sanitario inadeguato a soddisfare i reali bisogni di salute della popolazione”.

“Il perseguimento della salute è prioritario rispetto agli interessi economici, sia che si tratti di patologie infettive che di malattie cronico-degenerative, entrambe espressione di un alterato rapporto con l’ambiente”.

L’economia non deve essere a scapito della salute

I medici invitano a ripensare il sistema sanitario secondo un modello di assistenza “basato sui servizi territoriali incentrati sulle persone, sulla prevenzione e sui problemi prioritari di salute e non sul risparmio, sul profitto e su esigenze private che portano a privilegiare prestazioni altamente specialistiche e super remunerate”.

Invitano a ripensare il sistema economico e produttivo, “riducendo l’aggressione all’ambiente e riequilibrando l’utilizzo delle risorse”, partendo dalla constatazione che l’inquinamento ambientale ha già causato eventi estremi drammatici e rilevanti effetti negativi sulla salute, tra cui il riemergere di vecchie malattie infettive e la diffusione di nuovi ceppi virali.

Una forte impronta ecologica

“Per la ripresa economica e sociale – afferma l’appello – occorre un grande piano di sviluppo sostenibile basato sulle energie realmente rinnovabili, su un’agricoltura improntata ai principi dell’agroecologia, sul recupero della biodiversità e non su grandi opere impattanti su ambiente e salute. Occorre un piano pluriennale per la messa in sicurezza del suolo e delle infrastrutture esistenti (strade, ponti, ecc.), la bonifica delle aree inquinate, la rigenerazione urbana, l’adeguamento sismico degli edifici e la messa in sicurezza della rete acquedottistica, il potenziamento della rete ospedaliera pubblica”.

Segnala come azioni da mettere in campo subito: l’approvazione della legge sull’agricoltura biologica e della legge sul blocco totale di consumo di nuovo suolo, ferme da anni in senato, l’adozione di misure per un’adeguata tutela del patrimonio forestale e boschivo (“il polmone verde” del paese) e la moratoria sull’implementazione di tecnologie digitali “non ancora adeguatamente testate”.

L’appello termina con un’importante affermazione: “Non si può pensare di uscire dalla crisi sanitaria, economica e sociale indotta dalla pandemia rimanendo ancorati o addirittura prigionieri dello stesso modello di sviluppo e di consumo che ha contribuito a crearla”.

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