Labbra rosse per il meeting su Zoom: stiamo meglio noi e l’economia

Ripartono le vendite di rossetto e la fiducia dei consumatori

di Eleonora La Rosa

Durante i periodi economicamente più difficili della storia, il settore della bellezza è sempre riuscito a risollevarsi in tempi relativamente brevi: i cosmetici rappresentano quella gamma di prodotti che ci fanno sentire bene, ed è difficile rinunciare a qualcosa di materiale con un notevole potenziale anti-depressivo.

Il primo a dichiararlo fu Winston Churchill quando, razionando i cosmetici durante il secondo conflitto mondiale, ordinò che venisse lasciato in commercio solamente il rossetto rosso. 

Lipstick Index

Decenni più tardi, Leonard Lauder, presidente del colosso EstéeLauder, coniò il termine “Lipstick Index” notando un incremento nelle vendite di rossetti prodotti dalla sua azienda nell’arco del mese successivo l’attentato alle Twin Towers.

Il concetto è piuttosto semplice: se l’economia soffre, e di conseguenza diminuisce il potere di acquisto, le donne compensano la frustrazione di dover rinunciare a beni costosi o a qualche svago regalandosi qualcosa di speciale, di piccole dimensioni e a un costo relativamente abbordabile, che fornisca loro un’immediata sensazione di gratificazione. Un piccolo lusso, come un rossetto.

Consumatori più fiduciosi

L’avvento del Covid-19 ha avuto un forte impatto sul mercato del lavoro e di conseguenza sul reddito, rendendo inizialmente anche i consumatori molto meno fiduciosi e meno propensi a lanciarsi in quelle che si potrebbero definire delle spese superflue.

Davanti a noi, inoltre, si prospettano mesi di uscite con parte del volto coperto, senza la possibilità di abbellire le labbra, soprattutto perché il rossetto macchierebbe le mascherine diminuendone molto probabilmente l’efficacia. 

Viene quindi da chiedersi se abbia effettivamente senso acquistare prodotti attualmente inutilizzabili. Com’è possibile allora che i cosmetici riescano a trovare un posto nel nostro carrello anche quando dovremmo, logicamente, concentrare le nostre risorse economiche su ciò che è realmente indispensabile?

Un lusso accessibile 

Il recente rapporto redatto dalla società di consulenza McKinsey& Company ci illustra che, dopo un primo periodo di incertezza e di giustificata procrastinazione rispetto alla cura del nostro aspetto fisico, stiamo cominciando ad acquistare quei prodotti che non solo ci consentono di rimediare in maniera casalinga a una ricrescita canuta o ad un’unghia sbeccata, ma che sono anche volti a soddisfare quell’atavico desiderio di sentirci appagati.

Un tocco di rossetto per i meeting su Zoom: i piccoli lussi che sopravvivono anche durante i periodi di crisi economica (©Laboratorio Design of Science – Dos, Unife)

La bellezza è considerata uno dei lussi più accessibili all’interno di quello che viene classificato come “mercato di consumo discrezionale”, quel settore che comprende la vendita di beni e servizi non essenziali: costa di più una borsa modello shopper di Chanel o uno dei rossetti della linea Rouge Coco dello stesso marchio? Sicuramente, durante un meeting su Zoom, sarà molto più facile inquadrare il secondo. Tanto basta per cedere alla tentazione di acquistare qualche piccolo “sfizio”.

La crisi economica causata dal Covid-19 è riuscita a cambiare le nostre abitudini sociali, ma difficilmente cambierà le tendenze dei consumatori: ciò, come si legge ancora una volta nel rapporto, è motivo di speranza.

Un pensiero riguardo “

Labbra rosse per il meeting su Zoom: stiamo meglio noi e l’economia

Ripartono le vendite di rossetto e la fiducia dei consumatori
  1. Brava Eleonora!
    Questo articolo dimostra ancora una volta che esiste un modo sano di guardarsi allo specchio, che rientra nell’amor proprio, e che il colore aiuta il carisma!
    Grazie per aver scritto questa perla!

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