Pendolari su due ruote. E l’ambiente ringrazia

Mobilità urbana in crisi per il virus, è l’occasione per ridurre l’inquinamento

di Alessandra Angelini, Felicia Rita Corsale, Lara De Angeli, Valentina Fajner, Alessia Zurru

Ripartire nella fase 2 significa per tanti italiani uscire di nuovo casa e riprendere la strada che porta al luogo di lavoro. Ma quella routine quotidiana per la maggior parte dei cittadini non potrà essere la stessa.

I mezzi di trasporto, i percorsi e i tempi di spostamento stanno subendo importanti cambiamenti che mettono alla prova la mobilità pubblica e privata ma sono anche un’occasione per ripensare le città in chiave green.

Capacità del trasporto pubblico ridotto a un terzo

Secondo un recente rapporto Istat, il numero di italiani che si muove per lavoro è circa un terzo della popolazione. Di questi, prima della pandemia il 15% usufruiva di autobus, filobus e tram, con  la massima punta di utilizzo nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 8 del mattino.

Numeri che impongono un ripensamento dell’uso dei mezzi pubblici per la messa in atto di una serie di norme di riduzione degli affollamenti e per il distanziamento di almeno un metro sulle vetture e nelle stazioni.

Nei mezzi pubblici saranno previste sedute alternate o a scacchiera, l’inaccessibilità ai posti anteriori prossimi al conducente e flussi separati di salita e discesa dei passeggeri.

La gran parte di questi provvedimenti porterà a un dimezzamento della capienza massima dei mezzi se non addirittura alla riduzione a un quarto della capacità di trasporto di bus e metro rispetto ai tempi pre-covid.

Auto private e Car sharing

Nonostante sia previsto in tutte le città un potenziamento del numero di corse di tram e autobus, in particolare nelle ore di punta, difficilmente il trasporto pubblico potrà coprire il fabbisogno degli spostamenti di tutti i cittadini. Appare dunque probabile che in tanti, per evitare disagi come le lunghe attese o, anche per la paura dei rischi connessi all’utilizzo dei mezzi pubblici, scelgano di fare ricorso all’automobile.

Questo è quanto emerge anche da un sondaggio promosso da automoto.it in cui viene chiesto un parere sul ruolo dell’automobile nel dopo emergenza: uno su tre ritiene che l’auto rivestirà un ruolo più importante di prima e il 34% la considera più sicura dei mezzi pubblici perché consentirà di muoversi facilmente in modo individuale, abbassando i rischi di contagio.

E’ proprio la corsa all’uso dell’auto privata che preoccupa sindaci e assessori del traffico per l’alto rischio di congestione nelle aree metropolitane.

D’altra parte se, fino a pochi mesi fa, pratiche come il car sharing, erano considerate virtuose, ora anche la condivisione di auto con persone non appartenenti al proprio nucleo familiare è soggetta a limitazioni. Se si viaggia con non conviventi anche nelle automobili sarà obbligatorio l’uso delle mascherine e il distanziamento di un metro, così come nei taxi che potranno trasportare massimo due passeggeri per volta ed esclusivamente nei sedili posteriori.

Incentivi per biciclette e mobilità alternativa

A fronte della riduzione dell’offerta di trasporto pubblico, l’unica soluzione per molti comuni sarà rappresentata dalla cosiddetta “svolta ambientale”, come è stata definita dallo stesso governo, con forti incentivi all’uso della bicicletta, dei monopattini e degli scooter elettrici.

Il Decreto Rilancio prevede un pacchetto complessivo da 120 milioni di euro destinati alla mobilità alternativa, che dovrebbero consentire alle amministrazioni cittadine di attuare importanti modifiche alla viabilità. L’obiettivo è dare una forte accelerata alla realizzazione di nuove piste ciclabili nelle aree urbane e realizzare percorsi sicuri per chi si muove in bici.

Tra le misure previste nella nuova viabilità cittadina c’è la cosiddetta “casa avanzata”: uno spazio agli incroci riservato alle bici che potranno fermarsi davanti alle auto quando il semaforo è rosso. Un vantaggio in sicurezza e salute per i ciclisti che, in questo modo, non saranno più costretti a respirare i gas di scarico delle automobili agli incroci.

Gli incentivi includono anche misure importanti per favorire gli acquisti di mezzi alternativi.             I residenti nelle città metropolitane, nei capoluoghi di provincia e nei  potranno fare richiesta di un contributo pari al 60 % della spesa, fino ad un tetto massimo di 500 euro, per comprare una bicicletta, anche a pedalata assistita, o un veicolo autonomo a propulsione elettrica come monopattini e hoverboard.  Il buono potrà essere richiesto anche dai residenti nei comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti .

Mobilità green: salute e ambiente ringraziano

In previsione della riapertura delle scuole per oltre 11 milioni di studenti, i prossimi mesi saranno cruciali per testare la capacità di adattamento della mobilità urbana. La sfida non è sicuramente semplice ma rappresenta anche un’occasione unica per ridurre la congestione delle città e l’inquinamento legato al traffico.

Secondo uno studio condotto dal centro di rierca ICOS (Integrated Carbon Observation System), il lockdown ha causato una riduzione delle emissioni di anidride carbonica fino al 75% nelle città europee caratterizzate da un’elevata densità di attività commerciali e traffico. La ricerca ha riguardato sette città europee tra cui Londra e Berlino e, per l’Italia, Firenze e Pesaro e ha messo in evidenza che sebbene la riduzione delle emissioni non sia abbastanza forte da essere visibile a livello globale nell’atmosfera, è invece misurabile su scala locale.

All’aumento del traffico aumenteranno inevitabilmente i livelli di inquinanti atmosferici che, a prescindere dalla correlazione con la diffusione del virus (ancora oggetto di studio), rappresentano un rischio ben conosciuto per la nostra salute.

L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) stima che le morti premature dovute all’esposizione a lungo termine a polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), biossido di azoto (No2) e ozono (O3), hanno superato nel 2018 in Italia, quota 80 mila.

La svolta green rappresenta un cambio di colore necessario alla nostra salute, oltre che all’ambiente.

Un pensiero riguardo “

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