Tutti inclusi con la fisica online

di Sonia Marini

Venti ricercatori esperti in divulgazione della scienza, un’interprete di Lingua italiana dei segni, quarantena e clausura forzata: questi gli ingredienti del  video “Homemade Physics”, con protagonisti semplici esperimenti, realizzati con oggetti della quotidianità per spiegare concetti ritenuti spesso difficili se esposti solo in maniera teorica.

Il video, che tratta l’elettricità, rappresenta un ottimo strumento di inclusione didattica, perché  è strutturato con traduzione simultanea nella Lingua italiana dei segni (Lis), che permette l’accessibilità anche a utenti non udenti.

Video divulgativo sull’elettricità realizzato dall’iniziativa “Homemade Physics” © INFN LNF – Laboratori Nazionali di Frascati

Parliamo di questa bella iniziativa con Susanna Bertelli ricercatrice dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), tecnologo dei Laboratori Nazionali di Frascati e fondatrice del progetto Fisici Senza Frontiere di Unife, che da tempo si occupa di didattica, orientamento, divulgazione scientifica e storia della fisica nei diversi livelli del sistema educativo.

Insieme a lei, quattro dei venti collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione di questo video: Eleonora Diociaiuti e Raffaella Donghia, ricercatrici presso la sezione Infn di Frascati, Ilaria Balossino, ricercatrice dell’Institute of High Energy Physics (IHEP) del Chinese Academy of Science di Pechino (CAS), e Giacomo Gadda, ricercatore, attualmente responsabile del progetto WISE (Wearable non-Invasive Sensors for cardiovascular function assessment), presso la sezione Infn di Ferrara.

Susanna Bertelli, com’è nata l’idea di questo video?

Il video nasce nell’ambito di un corso di formazione e aggiornamento per la scuola secondaria di I grado che si chiama AggiornaMenti, promosso da Infn, che propone un approccio alla scienza privilegiando ’attività laboratoriale e una didattica della fisica con metodologia hands-on.

Andrea Beraudo, responsabile nazionale di questo progetto e ricercatore Infn a  Torino, ci ha chiesto di produrre un video in cui realizzare alcuni esperimenti con oggetti della quotidianità, e quindi facilmente reperibili in tutte le nostre case. Subito ho coinvolto i colleghi di Ferrara e Frascati chiedendo loro di lavorare insieme. Il gruppo di AggiornaMenti stava integrando l’elenco delle attività e si è creata così la configurazione perfetta: gruppo giusto con le competenze giuste e soprattutto la disponibilità a dedicare del tempo a questa iniziativa.

Io ed Eleonora – racconta  Raffaella –  avevamo iniziato a farne uno da sole poi siamo venute in contatto con AggiornaMenti e quindi con Susanna e ci siamo organizzate per dei montaggi più professionali. La quarantena e la clausura forzata ci hanno aiutato: d’altra parte, in questo periodo, la realizzazione del video era l’unica scienza possibile alla quale poterci dedicare!

Come siete arrivati alla scelta di inserire anche la traduzione in Lis?

La protagonista principale della parte Lis – spiega Giacomo – è Serena Longo, che non è uno scienziato come tutti noi, ma una traduttrice della Lingua italiana dei segni. Serena è fondatrice di un’associazione del ferrarese che si occupa di integrare la comunità dei sordi e porta avanti attività di qualunque genere, inclusive per i sordi ma non esclusive per loro, attività quindi per non udenti e udenti.

Il contributo di Serena Longo, traduttrice della Lingua italiana dei segni, rende accessibile i video anche a utenti non udenti © INFN LNF – Laboratori Nazionali di Frascati

Ho conosciuto Serena frequentando dei corsi di Lis e in seguito anche Susanna l’ha incontrata. L’idea di un video per l’inclusione è rimasta per un po’ sotto la cenere e la quarantena legata all’attuale emergenza sanitaria ha permesso di realizzarla.

Con questo progetto – continua Susanna – volevamo essere il più inclusivi possibile. E’ stata la prima prova in assoluto e l’attività ha unito ben venti persone di tanti posti diversi con tante idee differenti, ma accomunate dalla passione per ricerca e divulgazione. E’ stato proprio un esperimento nell’esperimento.

Perché in Italia l’approccio con la scienza genera quasi una “reazione allergica”?

Il problema è culturale – risponde Ilaria – a casa mia, per esempio, c’è sempre stata una forte scissione tra mio padre umanista e mia madre laureata in fisica. Anche durante la mia esperienza come tutor nelle attività dei laboratori di fisica che l’Università di Ferrara offre alle scuole, ho incontrato tantissimi ragazzi che si dimostravano ostili alle proposte, un po’ come i miei zii o mio padre che non volevano neppure sentir parlare di quello che stavo facendo perché lo ritenevano troppo complicato.

Molti partono dal pregiudizio che la scienza sia difficile da comprendere; in realtà credo che ci sia un modo per spiegare tutto. L’idea di partire dalla divulgazione già con i piccoli è fondamentale e il lavoro che si sta facendo va in questa direzione. E’ necessario far comprendere loro che la fisica non è più complicata dell’italiano o della storia. Il fatto che tutti sappiamo leggere non significa che la letteratura sia più facile; la fisica  non è difficile di per sé ma, come qualsiasi altra discipline, richiede la giusta dedizione e il giusto tempo.

La fisica – continua Susanna – è una pluralità di linguaggi: linguaggio ordinario, linguaggio matematico, linguaggio che si utilizza nella procedura dell’esperimento ed è soprattutto collaborazione, una competenza fondamentale in ogni ambito della nostra vita.


La fisica è una pluralità di linguaggi: linguaggio ordinario, linguaggio matematico ed è soprattutto collaborazione. La fisica è anche parte della nostra quotidianità: quando prepariamo un piatto di pasta, stiamo già facendo fisica ©Laboratorio Design of Science – Dos, Unife

Il video ha fatto propria la Lingua italiana dei segni, permettendo anche alle persone sorde l’accesso a questa interessante modalità divulgativa e la seconda parte di Home Made Physics sull’elettricità, con traduzione Lis e sottotitoli, è già online.

Riteniamo indispensabile iniziare l’educazione scientifica da piccoli – dice ancora Susanna – curando particolarmente la parte pratica perché è proprio l’esperimento che, immergendoti nel problema, aiuta a capire la parte teorica.

Eleonora e Raffaella lo stanno facendo anche attraverso i social (su Instagram e Facebook), un modo per comunicare a un pubblico molto ampio, e con grande successo. Attraverso questi video di esperimenti fatti in casa, riescono a rendere la fisica accattivante partendo dalle cose della vita quotidiana con spiegazioni fresche e vivaci ma sempre molto precise e curate.

La fisica – conclude Eleonora – non è solo lo studio di stelle lontane, esperimenti con acceleratori di particelle o formule complesse di difficile interpretazione; quando prepariamo un piatto di pasta e ci chiediamo se sia meglio mettere il sale a freddo per velocizzare l’ebollizione stiamo già facendo fisica.

Quello che si percepisce in Susanna e nel suo gruppo è la passione e l’entusiasmo per la fisica e per ciò che fanno. Il loro gran desiderio e piacere di divulgarla sarà sicuramente vincente.

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