Ci siamo tutti

La comunità degli studenti in Rete al tempo della pandemia

di Mariasilvia Accardo

#UnifeRestaOnline #TuRestaACasa sono gli hashtag che, assieme all’icona dell’arcobaleno, accompagnano dall’inizio della quarantena la comunità dell’Università di Ferrara nella repentina scoperta di un nuovo senso di quotidianità.

Didattica e servizi studenti in emergenza Covid-19_Dati aggiornati al 24 marzo 2020

In seguito all’annullamento di ogni attività didattica in presenza, comunicato dal Rettore già nella serata di sabato 22 febbraio, gli studenti sono entrati in un modello inedito di comunità accademica, con lezioni, esami, e addirittura sedute di laurea, che Unife ha attivato online e coinvolgono i 23mila iscritti.

Per quanto riguarda i soli corsi di laurea, al 24 marzo 778 insegnamenti (su un totale di 931 previsti nel secondo semestre) sono già in Rete – in streaming o tramite videolezioni registrate – e quasi 5mila studenti hanno superato gli esami attraverso più di 500 appelli “a distanza”. Hanno conseguito il titolo in trentadue appelli 1015 laureati, tra i quali – con due settimane d’anticipo rispetto al regolare calendario – cinquantaquattro infermieri subito pronti a rispondere alla chiamata del Servizio sanitario delle Regioni.

Questo spazio di Laboratori Aperti è per gli studenti: come affrontano la didattica, gli esami, e i contatti con il personale docente e amministrativo.

Martina Pozzati, iscritta al terzo anno del corso di Laurea in Scienze filosofiche, racconta a Laboratori Aperti di sentirsi “molto supportata da Unife poiché ha subito provveduto a mettere le lezioni online per ogni corso”, e che la mancanza del contatto in aula con i professori viene in un qualche modo compensato dalla loro disponibilità a rispondere alle richieste di chiarimento. 

Anche manager didattici, segreterie e il personale degli uffici di supporto forniscono risposta in modalità telematica e telefonica, risolvendo dubbi e perplessità (il 100% dei servizi di supporto proseguono regolarmente online e telefonicamente). 

Dopo la sospensione della didattica e dei servizi in presenza, molti dei 18mila studenti da fuori Provincia, o sono rimasti a casa con le proprie famiglie (per diversi corsi non era ancora cominciato il secondo semestre), o vi hanno fatto ritorno. Qualcuno è rimasto in città. Gli studenti stranieri in Italia e quelli italiani all’estero, impegnati in progetti di mobilità internazionale, con l’estendersi della pandemia e l’inasprirsi delle norme che regolano gli spostamenti da uno Stato all’altro, non hanno avuto tutti modo di tornare nel proprio Paese, e in alcuni casi hanno deciso di rimanere dove si trovavano.

“Vita da studente” è anche un luogo d’incontro per condividere, tramite la nostra email, come questi studenti vivono la lontananza dalle famiglie o dalla città che li aveva accolti per lo studio, conoscere le iniziative, singole o organizzate a livello locale e generale, le loro domande. Offrire insomma uno spazio utile agli studenti, aperto a confronto, condivisione e contributi di diversa natura.

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