Come il Decameron. Ma scientifico

In quarantena nasce La Lampada delle Scienze, associazione di comunicazione

di Redazione

Ex studenti del Master in “Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza”, da diverse città italiane e straniere.

Tra alcuni secoli magari qualcuno giudicherà la nostra come una storia avventurosa, esattamente come noi troviamo stimolante quel racconto uscito dalla mente e dalle mani di Boccaccio che narra di dieci giovani fiorentini, i quali per sfuggire alla peste nera che imperversa nella città, si spostano per qualche tempo in campagna dove, in un clima etereo e bucolico, si dilettano a comporre storie e racconti.

Ora noi immaginiamo tutto ciò con ogni sfumatura di poesia e splendore. Ma si saranno lamentati anche loro di non poter scorrazzare liberi per la città? Ve le immaginate le urla di Pampinea inorridita dalla ricrescita dei capelli? O Fiammetta che con Panfilo elude la sorveglianza per un po’ di jogging?

O forse, al tempo, la frenesia non era tale e della morte c’era un po’ di consapevolezza in più.

Sono decisamente cambiati i tempi e oggi le mura di casa trattengono a fatica le sorti del mondo. Le cose da fare non sono poi così tante e uno sta lì, per passare il tempo, a leggere e rileggere qualche libro preso in prestito dalla soffitta.

Ah no… Non va proprio così: oggi sei a casa si, ma con i film in HD, la Skype call con il tuo capo, la video chat con nonna e lo zoom tra cugini. Ma tra le tante chiamate di rito, che avvengono più che altro per una pseudo-rassicurazione sulla sintomatologia generale di tutti, ne arriva qualcuna di inaspettata e, a modo suo, profetica.

“Ehi, come stai, ti ricordi ancora di me?” “Ma se ci siamo scritti anche ieri?” “Sì lo so. Ma ufficialmente il master è chiuso da più di un mese…” “Ah beh se è una cosa formale potevi dirlo subito così almeno mi mettevo il vestito bello”…

E continua: “Sai mi è capitato di imbattermi sul web in un progetto di festival scientifico completamente on-line, realizzato con lo scopo di far capire che la divulgazione non si ferma” “Ma è bellissimo! Dobbiamo dirlo agli altri per forza!”

E come non averci pensato prima, mi chiedo… se c’è una cosa che può tenerci uniti adesso è proprio la scienza. Perché la scienza, a noi, sembra un po’ come la pozione magica di Asterix (e qualcuno giurerebbe pure di esserci caduto dentro da piccolo).

È stata questa la scintilla, il big bang che ha fatto partire tutto. E così per mano di diciassette giovani (questa volta un po’ sforando gli schemi del grande novelliere) seduti attorno ad una tavola rotonda virtuale, è iniziato un progetto all’interno della comunicazione scientifica, nelle sue mille sfumature e possibilità.

“Come potremmo chiamarci?” “Sai, a me questa avventura sa molto da mille e una notte” “Già. E chissà dove potrà portarci…”

“Ragazzi. Fermi tutti. Potremmo dire di aver trovato la lampada del genio?” “Assolutamente sì, ma una lampada delle Scienze” “Andata. Ci chiameremo così!”

Un master, un progetto…

Ed ecco che da una semplice idea è nato un grande progetto: La Lampada delle Scienze, un’associazione di divulgazione e comunicazione della scienza.

E chi l’avrebbe immaginato in quel sabato di novembre di due anni fa che ci saremmo spinti fino a qui?

2018, una mattinata di pioggia a Ferrara, tutti riuniti in un’aula, l’inizio di un nuovo percorso: il Master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza. Nuove matricole arrivate un po’ da tutta Italia e non solo, con diversi percorsi di studio alle spalle, accomunati da due cose: l’interesse per la comunicazione scientifica e la passione per i cappellacci alla zucca (ricordiamoci che a stomaco pieno che si hanno sempre le idee migliori).

Abbiamo iniziato a lavorare a distanza già dalla prima settimana, imparando a conoscerci e a collaborare. Non è stato facile gestire la mole di lavoro e portare avanti progetti e iniziative senza potersi confrontare di persona: inconsciamente però ci siamo preparati per questo momento.

Beh forse non eravamo pronti proprio a tutto, ecco abbiamo anche noi problemi con la ricrescita e sogniamo segretamente di fare quella passeggiata, o addirittura quella corsetta, in giro per le campagne, così come non possiamo non pensare al prossimo piatto di cappellacci con vista Castello Estense.

Ma nel frattempo non siamo fermi, i nostri cervelli macchinano e lavorano a nuovi progetti.

Siamo riusciti a terminare il nostro percorso di studio proprio prima che ci travolgesse questo cambiamento, ma proprio quando si pensa che una cosa sia finita … ecco che tutto inizia.

Daniela Berardinelli – infermieraMario Bove – educatore ambientale
Giulia Brancato – biologa dell’ambienteRoberto Cavicchi – paleontologo
Remedios Cortese – chimico computazionaleMarco Dian – astrofisico
Riccardo Federle – ostetricoCarlotta Lassandro – biologa nutrizionista
Lucia Lissi – naturalistaCorrado Minetti – parassitologo ed entomologo medico
Tonia Principe – biotecnologa microalgaleAlice Roffi – biologa
Valentina Tamburello – astrofisicaMargherita Venturi – semiologa
Maria Luisa Vitale – farmacistaAntonio Zapparata – patologo vegetale
Maria Francesca Carboni – filosofa 

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