Grazie a un docente Unife, sono riuscito a pormi un obiettivo per la quarantena

di Redazione

Marco, Scienze e tecnologie della comunicazione, scrive da Padova.

All’inizio di questa quarantena forzata non sapevo esattamente come sarei riuscito a dare un senso alle giornate. Ma alla fine di marzo grazie al docente di Storia delle Dottrine Politiche e al Suo appello straordinario a metà aprile, sono riuscito a pormi un obiettivo giornaliero di studio per affrontare l’esame.

L’esame mi ha insegnato molto anche se non l’ho superato. In realtà è il mio maestro di vita Daisaku Ikeda che mi ha insegnato qualcosa: la difficoltà è solo la faccia più in vista della felicità. Il lato della medaglia che ci scordiamo di girare. «Chi cade in terra si rialza appoggiandosi al suolo» (Miao-lo, nell’Hokke mongu-ki). Che potremmo anche ridire così: «Sèrviti della terra su cui cadi per rialzarti».

A conti fatti il Buddismo ci insegna la fiducia. Dal momento che sappiamo che la fede non è una grazia divina che colpisce qualcuno e qualcun altro no, ma che è il risultato dei cambiamenti profondi che avvengono nella nostra vita, è impossibile non educarci all’ottimismo. Solo che si tratta di un ottimismo speciale. Un ottimismo intelligente. Io ad oggi nonostante non ho raggiunto l’obiettivo(superare l’esame) mi sento grato.


Grazie a tutti.

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