Sembra impossibile, eppure è reale

di Redazione

Elisa Menegatti, scrive da Ferrara

NOI, SOLAMENTE NOI

Parte finale della poesia, Nove marzo duemilaventi, di Mariangela Gualtieri “Adesso lo sappiamo quanto è triste stare lontani un metro”.

Partirei da qui, da dove tutto questo sembra esser cominciato: LA LONTANANZA.

Ci sembra impossibile, eppure è Reale, questa condizione di vita, che, ultimamente ha iniziato a fare parte della nostra quotidianità, chi l’avrebbe mai immaginato che, anche il solo gesto di allontanamento, da parte di un nostro caro amico o parente che sia, potesse fare così male?

Chi l’avrebbe mai immaginato che da un momento all’altro, le nostre abitudini, incluse quelle più effimere, come il lamentarsi del troppo traffico per strada o il prendere un caffè, la mattina, prima di andare al lavoro, potessero mancarci?

Credo che il problema principale sia proprio questo, “dare tutto per scontato“.

Mai, prima d’ora, avremmo immaginato che uscire di casa per fare una passeggiata sarebbe stato causa di multa, l’uscire con la consapevolezza che ognuno di noi potrebbe essere “pericoloso” e il dovergli stare alla larga, accennare a malapena un saluto con la mano, tenendo lo sguardo abbassato come se avessimo appena commesso un crimine.

Ripeto, sembra impossibile, eppure è Reale.

E’ Reale, il fatto, che giorno dopo giorno, ci sembra sempre di più, di prender parte ad un film, ad una di quelle scene, dove il male pare resistere ad ogni forma di bene e dove la popolazione prima o poi soccombe, è costretta a cedere, a darsi per vinta a forze naturali più potenti.

E’ Reale, la mancanza che proviamo, nell’abbracciare qualcuno, una semplice stretta di mano e un “ti voglio bene“ detto dai tuoi più stretti amici. La mancanza di mettersi d’accordo per vedersi.

Le lezioni all’Università, sì, anche quelle; dove per Università, non si intende solamente un luogo per lo studio, piuttosto un luogo per creare noi stessi, per dare il via alle nostre più attese aspettative, per farsi “nuovi compagni di avventura”.

Ecco, questa è la situazione attuale, ma non sono di certo qui per scoraggiare i miei lettori, anzi, il mio obiettivo è incentrato sulla Speranza, quel sentimento di fiducia che si ha nei confronti del futuro, fiducia che si ha nella rivincita, nella guarigione, sperando che questa limitazione spiacevole, possa finire il prima possibile.

Nell’ultimo periodo, forse, almeno la maggior parte di noi, si è resa conto come (sì, sembra una di quelle frasi fatte, ma non è così), qualsiasi cosa è in continuo cambiamento, divenire, non siamo sicuri e certi di nulla, adesso abbiamo tutto e domani “ il tutto “, di cui si parla all’inizio potrebbe svanire, trasformarsi in cenere.

Dobbiamo apprezzare le piccole opportunità che ci si presentano, perché potrebbero non ripresentarsi mai più.

Dare valore al restare in casa, con i famigliari, per coloro che li hanno e godere degli attimi di tranquillità e solitudine per pensare, per riflettere, sì, anche sulla vita, perché no?

Guardare di più il cielo, osservare le stelle di notte, quando intorno a noi c’è solo buio e nient’altro, affacciati alla finestra ascoltando musica, guardare bene una faccia e notare ogni piccolo dettaglio, perché sono i “piccoli dettagli“ a fare la differenza.

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