Molti farmaci, ma tutti allo studio

Troppi annunci roboanti creano false speranze. I controlli dell’Agenzia del farmaco

di Catia Signorelli

In questo periodo la comunità scientifica sta lavorando incessantemente per trovare un farmaco efficace nella cura dei malati di Covid-19, ma a oggi risultati positivi si sono ottenuti solamente dall’utilizzo di alcuni farmaci già in commercio.

Alcuni tra questi agiscono sostanzialmente contenendo quanto più possibile il processo infiammatorio prodotto dal virus, altri si spera possano impedirne la replicazione.

Il problema per i cittadini è che nell’infodemia in corso (il diffondersi di informazioni incontrollate che aggrava i rischi della pandemia), siamo continuamente esposti agli annunci roboanti di farmaci risolutori.

Ad aggravare la situazione c’è il comportamento – ultimamente molto accentuato– di esperti che in talk show e sulle pagine dei media, invece di praticare la prudenza necessaria in situazioni come questa, preferiscono, come nel caso di Burioni e dell’eparina, arrogarsi il diritto di parlare a nome della “vera scienza” screditando ipotesi e opzioni scientifiche diverse. Con un grave danno per la credibilità stessa della comunicazione pubblica della scienza e conseguente calo di fiducia e disorientamento.

Ci sono protocolli ufficiali per valutare e approvare i farmaci

Nel nostro Paese l’istituzione pubblica deputata ad autorizzarele sperimentazioni cliniche con questi farmaci è l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, la cui Commissione tecnico-scientifica è stata incaricata dal Governo di valutare e approvare i protocolli degli studi clinici sui farmaci utilizzabili nei pazienti affetti da Covid-19.

A oggi sono stati approvati tredici studi clinici, tra i circa ottanta proposti dall’inizio dell’emergenza epidemiologica, per un totale di dodici farmaci. La selezione è stata fatta in base alla  sicurezza d’uso (che comunque va comprovata anche in questo impiego specifico) e applicando il necessario rigore scientifico, fondamentale in un contesto così delicato come quello di questa emergenza.

Ad oggi sono stati approvati dall’Agenzia italiana per il farmaco tredici studi clinici tra i circa ottanta proposti dall’inizio dell’emergenza epidemiologica, per un totale di dodici farmaci. (©Laboratorio Design of Science – Dos, Unife)

I farmaci approvati

Vediamo quindi quali sono i farmaci a oggi approvati e che vengono utilizzati in fase sperimentale nei nostri ospedali I farmaci sono suddivisi in base alla loro attività nel miglioramento del decorso della malattia, partendo dall’ultimo autorizzato.

Tra gli anticoagulanti si sta sperimentando l’enoxaparina sodica, una sostanza dotata di una spiccata attività antitrombotica. È un farmaco che è già stato utilizzato in pazienti colpiti da altri virus il cui processo infiammatorio porta allo sviluppo di trombosi a livello polmonare. Un altro elementoa favore di questo farmaco è la sua struttura molecolare molto simile a quellepresenti sulla membrana delle nostre cellule, sede di adesione per il virus. L’anticoagulante potrebbe quindi agire da “specchietto per le allodole” “attraendo” il virus e impedendo che aggredisca le cellule.

Nell’ambito dei farmaci antinfiammatori è allo studiol’utilizzo della colchicina, un vecchio farmaco che viene utilizzato per il trattamento della gotta (malattia infiammatoria acuta) e della febbre mediterranea familiare, una malattia autoinfiammatoria ereditaria. La sua attività antinfiammatoria potrebbe essere utile nel trattamento dei pazienti con infezione da Covid-19 in condizioni stabilizzate, non nella fase acuta, per ridurre il tasso di peggioramento clinico che comporterebbe la necessità di utilizzo della ventilazione meccanica.

Il baricitinib è invece un farmaco utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica di probabile origine autoimmune e che coinvolge prevalentemente le articolazioni. La sua azione avviene a livello di alcuni enzimi coinvolti nei processi infiammatori e ha anche dimostrato una attività antivirale. 

Tre gli studi autorizzati per l’utilizzo del tocilizumab, un anticorpo monoclonale che inibisce una citochina (l’interleukina 6) coinvolta nel processo infiammatorio associato all’artrite reumatoide. I primi a dar notizia dei risultati promettenti di questo farmaco sono stati i ricercatori dell’Università degli Studi di Brescia, che confermano un miglioramento della condizione respiratoria nel 77% dei casi trattati. È stato ammesso dall’AIFA anche l’utilizzo del sarilumab, un farmaco appartenente alla stessa famiglia.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei farmaci antivirali, il 9 aprile è stato autorizzato uno studio internazionale molto importante promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che coinvolge migliaia di pazienti affetti dal virus. Avviato in Italia in trentadue centri coordinati dalla Divisione di malattie infettive e dal Dipartimento di diagnostica e sanità pubblica dell’Università di Verona, lo studio prevede di valutare diverse strategie terapeutiche tra cui l’utilizzo di antivirali già utilizzati per virus quali Ebola e Marburg (remdesivir), l’HIV (lopinavir e ritonavir), malaria (clorochina), e un farmaco utilizzato per il trattamento dell’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico (idrossiclorochina).

Il remdesivir è un farmaco che viene fornito anche ad uso compassionevole al di fuori dei protocolli clinici per il trattamento in emergenza di quei pazienti per i quali non ci sono altre alternative terapeutiche.  Nei giorni scorsi, a causa di un documento pubblicato accidentalmente e subito ritirato da parte dell’OMS, è rimbalzata su alcuni quotidiani la notizia del flop di questa sperimentazione ma per ora si attendono notizie ufficiali che solo l’OMS ci potrà dare.

Infine è in atto anche uno studio che prevede la somministrazione endovenosa di emapalumab, un anticorpo monoclonale anti-interferone gamma (anti-IFNγ) e di anakinra, un antagonista del recettore per la interleuchina-1(IL-1), sempre farmaci utilizzati in ambito reumatologico. Questa è una delle cinque sperimentazioni promosse da ditte private e finora autorizzate da AIFA.

Nonostante questi e numerosi altri studi siano in corso in Italia e nel mondo, una terapia farmacologica veramente efficace contro il Covid-19 non è ancora stata trovata.

2 pensieri riguardo “

Molti farmaci, ma tutti allo studio

Troppi annunci roboanti creano false speranze. I controlli dell’Agenzia del farmaco
  1. Gentile Catia, bel pezzo, mi congratulo. È ciò che avrei voluto leggere sulla nostra stampa. Finalmente una sintesi chiara ed efficace di ciò che i dati dicono, al di fuori delle lotte ideologiche e narcisistiche tra i virologi da talk show. Grazie.

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